LA NAZIONE - marzo 1993
"Da paese fantasma a centro agrituristico. Una trasformazione quasi incredibile, merito soprattutto della volontà di alcuni giovani agricoltori pontremolese che dopo aver acquistato le vecchie case dei proprietari con le loro stesse mani, nel giro di tre anni, hanno cambiato il volto dell’antica frazione di Orsola. Abbandonato negli anni cinquanta questo piccolo paese di contadini collocato su un colle di Pieve di Saliceto a due passi dal casello autostradale stava irrimediabilmente degradandosi. La vegetazione aveva addirittura invaso le cinquecentesche case di pietra nascondendone in una macchia verde la presenza. Ora grazie ad un restauro pregevole sotto tutti gli aspetti Orsola è ritornata a vivere e soprattutto a lavorare. La piccola azienda agrituristica sta ultimando le ultime operazioni burocratiche per poter svolgere l’attività aperta al pubblico, ma le vaste estensioni di terreno coltivato ad ulivi, vigne ed ortaggi sono state già messe in produzione. Pecore, agnelli, bovini, cavalli per le escursioni trekking e anche un piccolo allevamento di cani completano le caratteristiche di questo originale centro. Una testimonianza pratica di imprenditorialità fatta in casa che oltre a creare lavoro, salvaguardia l’ambiente. Orsola domina gran parte della Val di Magra offrendo uno stupendo punto di osservazione del paesaggio. Entrando nel piccolo borgo si nota subito la cura del restauro. Tutte le murature sono state conservate e recuperate con un rigoroso rispetto così come gli interni delle case dove la volta di pietra domina incontrastata ed evoca la riscoperta di piacevoli stupori che la civiltà contadina lunigianese offre a piene mani. Il centro agrituristico è ben organizzato nei servizi con il ristorante e le case soggiorno, tutte arredate con cura anche nel mobilio che richiama manufatti di tipologia locale. Un piccolo paradiso agreste con tanto di piscina che ora punta il suo sviluppo sul turismo oltre che sul recupero dell’attività agricola. Orsola ritorna così ad essere un punto di arrivo. Nel medioevo in questi luoghi sorgeva la pieve di “Urceola”, nome che gli studiosi di storia locale vogliono trasformato con il tempo in Orsola. Questa chiesa, intitolata a San Cassiano, appare già menzionata nel 981 in un diploma dell’imperatore Ottone II per il vescovo di Luni Gotifredo. Un pedigree di tutto rispetto per un centro di interesse turistico."
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